martedì 10 aprile 2012

Tecniche di verniciatura - I Pannelli


Nei post precedenti ho sottolineato come la scelta del colore del modello sia un momento chiave nella realizzazione. Fatta la scelta però, il lavoro è appena cominciato. Le tecniche di verniciatura da usare sono diverse in base al filone cinematografico a cui il modello appartiene e, benché non esista una regola generale, direi che gli esemplari da me finora realizzati si possono dividere in due categorie.

1. tipo “Star Wars” - I velivoli più famosi, come il caccia T-65 X-Wing o il Millenium Falcon hanno dimensioni relativamente piccole. Appaiono “vissuti”, spesso danneggiati e riparati in modo quasi artigianale. Spesso, oltre che essere veicoli spaziali, sono anche velivoli “atmosferici”, quindi soggetti a sporcarsi. I motori hanno un aspetto tradizionale, appaiono cioè del tutto simili ai propulsori dei jet reali, quindi, ove la scala lo permetta, saranno visibili macchie d’olio, bruciature, usura.
In questo caso vanno usate tecniche di "invecchiamento", come quella del  "pennello asciutto" o la "lavatura".
Queste tecniche sono ben spiegate nel blog di Luca Tempesta, Model Storming, dove è possibile vederne ottime applicazioni fra i numerosi modellini esposti.

2. tipo “Star Trek” - Le navi “trek” sono concepite come navi molto grandi, che raramente possono spingersi in atmosfera dove possano facilmente sporcarsi. A giudicare dall'aspetto lindo dei loro interni ed esterni, ho sempre immaginato che alcune centinaia di guardiamarina dedichino interi turni di lavoro alle pulizie: queste navi non presentano sporcizia o usura, e la scala molto piccola in cui necessariamente devono essere rappresentate rende ancora più inapplicabile la "sporcatura", con alcune eccezioni naturalmente. C’è da considerare che i loro propulsori, a “impulso” o a “curvatura” hanno più l’aspetto di equipaggiamenti da laboratorio di fisica che da motori veri e propri, e in effetti si tratterebbe proprio di avveniristici acceleratori di particelle o di reattori a fusione. Dunque non vanno “sporcate”, ma occorre invece dedicare molto tempo alla cosiddetta “pannellatura”. Bisogna cioè simulare il complesso reticolo di pannelli che ne compongono effettivamente l'estesissimo rivestimento esterno, solitamente disposti secondo schemi che ricordano la scrittura azteca (da qui il nome di “aztec paneling”).

La tecnica base per realizzare questi “schemi” è utilizzare l’aerografo, aiutandosi poi con un cartoncino o una vecchia scheda telefonica per “spezzare” lo spruzzo di colore e fare in modo che il colore si depositi in linea retta, sfumando. Nei casi semplici può bastare la scheda telefonica, ma in casi complessi bisogna usare delle vere e proprie maschere. In commercio si trovano maschere viniliche e adesive adatte per ciascun modello, ma sono costose e, anche se alla lunga un po’ noiose da realizzare, preferisco crearle a mano con dei fogli di cartoncino semplice o carta adesiva. Anche perché, spesso, i pannelli si presentano in due o tre tonalità di grigio distinte, quindi per ogni sezione occorre disporre almeno di due maschere, una per ogni tonalità di pannelli.



Il kit dell'Enterprise in scala 1:350 a cui per ora mi sto dedicando, è corredato con splendide decals che riproducono lo schema dei pannelli. Tuttavia utilizzarle avrebbe significato ricoprire l'intero modello con queste decals, e non credo che l'effetto sia paragonabile a quello dei pannelli dipinti sullo scafo. Dunque, ho preferito utilizzare le decals per creare delle maschere di verniciatura. Il processo è un po' lungo ma vale la pena. Prima di tutto faccio una buona scannerizzazione del foglio decals. Poi, con l'aiuto di un programma di elaborazione fotografica, esalto i grigi, appena visibili sul foglio originale. A questo punto eseguo una stampa su carta spessa o su carta adesiva, avendo cura di rovesciare eventualmente l'immagine quando ad esempio sia richiesto lo stesso schema su un altro lato simmetrico rispetto a quello di partenza. Poi, con pazienza e taglia-balsa con lama nuova di fabbrica, incido il cartoncino e creo la mascherina. Spesso la rinforzo con dei bordi di masking tape, perché in molti casi, quando non è adesiva, la mascherina deve essere riutilizzabile. Per usarla sul lato simmetrico basterà rovesciarla. Nelle foto a fianco un esempio sulla gondola di babordo, dove si vede la mascherina applicata e il risultato dopo la verniciatura e rimozione.

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