domenica 19 febbraio 2012

Navi che NON vanno per mare


Nei precedenti post ho tentato di illustrare alcuni dei motivi che sostengono l’interesse per il modellismo “classico”. La passione per il mare e la navigazione, nonché per la storia o a volte la pesca, possono essere potenti molle per spingere al modellismo navale, ad esempio. Continuerò in seguito a parlare di altre forme di modellismo ma, intanto, visto che questo è un blog dedicato al modellismo fantascientifico, è giunto il momento di dedicarsi un po’ a quest’ultimo.

Ora, visto che di Storia non si può certo parlare, è difficile dire cosa spinga qualcuno a riprodurre il modello di un’astronave che non è mai esistita. Posso certamente dire cosa spinge me, ma non pretendo di conoscere le motivazioni degli altri. Tuttavia, i modellisti del genere condividono spesso  alcune passioni. Di solito c’è un interesse per la fantascienza, non solo quella televisiva e cinematografica, ma anche quella letteraria. C’é da dire che la mia generazione (quarantenni) ha goduto, durante l’infanzia, di alcuni show televisivi fantascientifici che, a prescindere dai pur oggettivi meriti (messaggi profondi e veicolati con le giuste dosi di azione ed effetti speciali) sono rimasti nel cuore soprattutto perché visti per la prima volta con gli occhi dei bambini. Esiste quindi un’antica ragione affettiva.

Spesso, l’appassionato del genere ha anche interesse per il modellismo aerospaziale, per l’astronomia e la conquista dello spazio. Ritorniamo quindi a cose reali e tangibili, che possono essere illustrate e documentate con dei modellini, che stavolta riproducono veicoli esistenti nel mondo di oggi. Così, nelle vetrine si vedono spesso affiancati un x-wing di Star Wars e uno Space Shuttle, un figurino di Alien con un modulo LEM di una missione Apollo.

Ogni modellista si documenta sul modello in costruzione, per riprodurre al meglio dettagli e colorazione. Non è necessario essere manichei: un aereo della seconda guerra mondiale in scala 1:72  può avvantaggiarsi da una serie di foto d’epoca da cui trarre dettagli e colori, ma spesso la documentazione fornita con il kit sarà sufficiente. Per il modello di fantascienza vale lo stesso discorso. DVD e foto di scena sono spesso utili, tuttavia il modello in stirene viene fornito di solito con documentazione adeguata.

Nel modellismo fantascientifico molti modelli sono però dei “garage kit”, cioè kit per lo più in resina o vacuumform realizzati da modellisti, che difettano in documentazione, per non parlare dell’auto-costruzione, quando cioè il modellino è realizzato, partendo dai disegni, più o meno con quello che si trova in casa. In questi casi foto e DVD non bastano mai! Oltre alle immagini ricavate dai DVD, spesso è possibile reperire in rete o nei musei foto dei modelli utilizzati per la realizzazione delle riprese cinematografiche. Ad esempio, il modello utilizzato per le riprese della stazione “Deep Space Nine” (Star Trek) può essere visto qui. Queste immagini forniscono informazioni preziose, perché mostrano il modello così com’era, senza le manipolazioni dovute all’esposizione fotografica utilizzata durante le riprese.

Un aspetto strettamente legato alla documentazione è la scelta dei colori. La colorazione di un blindato o di un velivolo della seconda guerra è un fatto così assodato, che è possibile trovare in commercio esattamente il colore da utilizzare per quello specifico dettaglio di quel modello in quel determinato periodo. Per un modello di fantascienza le cose non stanno così. Molte astronavi appaiono semplicemente grigie nelle pellicole, ma il colore originale spesso è tutt’altra cosa, e appare modificato in pellicola solo per artifici di esposizione fotografica. Ancora una volta, disporre di informazioni sui colori utilizzati sul modello originale, sia esso un modello fisico o sviluppato in grafica CGI, può essere d’aiuto, ma spesso bisogna scegliere fra il colore che “appare” nella pellicola e il colore originale. Utilizzare il colore originale potrebbe spiazzare lo spettatore, perché il look del modello esposto potrebbe finire col non assomigliare a quello televisivo a cui lo spettatore è abituato. In alcuni casi sono stato costretto a scegliere fra le due opzioni, e ho sempre preferito colorazioni che ricordassero le navi come si vedono negli show, piuttosto che come realmente sono.

2 commenti:

  1. splendido blog e ottime realizzazioni!
    hai visto le mie nella sezione fantascienza / star trek?
    inserisci la finestra "unisciti a questo sito", così darai la possibilità a tutti di diventare tuoi lettori, me per primo.
    ciao

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  2. Ciao mi sono aggiunto ora al tuo blog,ho trovato post interessanti.se vuoi dai un'occhiata al mio blog per uno scambio di idee...ciao alla prossima

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